Negli ultimi anni, ogni febbraio, mi reco a Firenze per il Pitti Taste, la manifestazione dedicata alle eccellenze del gusto e del territorio italiano. È un’occasione unica per scoprire prodotti autentici e storie di artigiani che portano avanti tradizioni preziose.
Quest’anno, tra le tante meraviglie, ho scoperto il Frantoio d’Orazio che si trova a Conversano, in Puglia. Un luogo dove la qualità dell’olio extravergine incontra la storia e la cultura del territorio, dando vita a prodotti che raccontano non solo sapore, ma anche memoria e tradizione.

Il D’Aragona e il Conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona
Tra le linee del Frantoio d’Orazio, mi ha colpito particolarmente Il D’Aragona, dedicato a una figura storica di Conversano: il Conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, conosciuto come il Guercio delle Puglie.
Giangirolamo II, ventesimo Conte di Conversano, visse nel Seicento in un periodo animato da cavalieri, dame e popolani, immerso in paesaggi rupestri e campi di ulivi secolari. La sua figura è simbolo di potere, cultura e generosità: con donazioni e attenzioni migliorò la vita dei contadini della sua contea, lasciando un’eredità che ancora oggi fa parte della memoria storica locale.
Il D’Aragona non è solo un omaggio a questo personaggio, ma anche un olio extravergine multicultivar che unisce qualità, tradizione e identità del territorio pugliese.
Il blend multicultivar de Il D’Aragona
Questo olio nasce dall’incontro di diverse varietà locali: Olivastro, Cima di Mola, Leccino, Coratina, Cima di Melfi, Picholine, Simona e Nociara. Questa combinazione dà vita a un olio armonico, capace di valorizzare i piatti senza sovrastarne i sapori.
Profumo, gusto e caratteristiche organolettiche
L’olio si distingue per un fruttato leggero, arricchito da note vegetali di mandorla, carciofo e foglia verde. L’amaro e il piccante sono di leggera intensità, perfettamente equilibrati, rendendo l’olio versatile in cucina.
Abbinamenti consigliati
Il D’Aragona accompagna i piatti in modi diversi:
- A crudo: patate lesse, mozzarella, pinzimonio, insalate fresche, carni bianche, frutti di mare e pesce.
- In cottura: salse, risotti, vellutate, preparazioni delicate come besciamella o frolla.
Ogni goccia racconta la storia di un territorio, la memoria della vita contadina e la passione del Frantoio d’Orazio.
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Lo sapevi che…
Le prime tracce di coltivazione dell’olivo in Puglia risalgono al periodo Neolitico, circa 5000 a.C. La regione fu una delle prime a sviluppare l’olivicoltura grazie all’influenza dei Messapi. Un antico popolo dell’Italia meridionale, stanziato principalmente nella zona corrispondente all’attuale Puglia meridionale, introdussero la pianta nel territorio. Questa tradizione millenaria ha plasmato il paesaggio e la cultura pugliese, rendendo l’ulivo un simbolo di identità e continuità
